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lunedì 2 novembre 2009

Pagelle e tabellino di PALERMO - GENOA 0 - 0

LE PAGELLE

Scarpi 7 Scatta come un coltello a serramanico quando deve anticipare Bresciano e Cavani in presa bassa. Rischia dita, occhi e bocca. Conserva l'imbattibilità e la freschezza facciale. La felicità più grande la prova quando non si fa superare da Miccoli che tenta di circumnavigarlo: dalla tribuna pareva un gol fatto. E' la grande parata della serata. Nulla in confronto al tuffo sul destro dalla distanza di Bresciano.

Zenga 6 Non avrà composto la Boheme. Però è uno che di testa lavora un sacco. Dopo il giovedì a due facce di San Siro, tenta di tenere il passo giusto. Quello da zona Champions. Lo fa sistemando Simplicio vertice basso del rombo. Quello che non funziona è il contraltare del brasiliano. Cioè Pastore: sembra appunto un pecoraio addetto al gregge. Troppo attento a non far scappare il pallone invece che a farlo viaggiare. Il 4-3-1-2 funziona comunque bene perché il dinamismo lo portano altri. Cambia l'argentino con Hernandez e ripropone un Palermo da corsa e aggressività. Il pareggio, pesando il tutto, è il frutto più equilibrato.

Gasperini 6 Lascia fuori Crespo e Sculli, mette Papastathopoulos a destra nella mediana a quattro (dietro erano solo 3) per cautelarsi, accentra Rossi per dare sostanza e deve rinunciare ad Amelia per problemi muscolari. Nella folla di indisponibili e scelte, quello che ne esce è un Genoa decisamente compatto. Attorno a Milanetto si muove tutto il giocattolo. Non è ancora il Genoa di inizio stagione, però si vede che sta guarendo. Spinge molto a destra dove sa che la mancina siciliana non ha il passo per potersi coprire a dovere. Non pesca il gol, però non può lamentarsi. Nemmeno facendo il gioco delle tre carte con il tridente offensivo riesce a sorprendere il collega.

Matteo Brega

IL TABELLINO
PALERMO-GENOA 0-0

Palermo (4-3-1-2): Sirigu 7; Cassani 6, Migliaccio 6,5, Kjaer 6, Bovo 6; Nocerino 6, Simplicio 6,5, Bresciano 6; Pastore 5,5 (17' st Hernandez 6); Cavani 6 (33' st Budan sv), Miccoli 6. (A disposizione: Rubinho, Goian, Bertolo, Melinte, Blasi). All. Zenga
Genoa (3-4-3): Scarpi 7; Moretti 6, Biava 6, Bocchetti 6; Papastathopoulo 6, Rossi 6,5, Milanetto 6, Modesto 6; Mesto 6 (30' st Palacio sv), Floccari 5,5 (13' st Crespo 6,5), Palladino 6,5 (13' st Sculli 6). (A disposizione: Russo, Esposito, Zapater, Tomovic). All. Gasperini
Arbitro: Brighi di Cesena
Ammoniti: Cavani (P), Papastathopoulos (G), Biava (G), Mesto (G), Miccoli (P)

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it

Gran ritmo, ma Palermo-Genoa è 0-0

Sognare non costa nulla, eppure si vede che in tempi di crisi Zenga e Gasperini preferiscono tirare indietro il braccino e tenersi il punticino che a fine stagione potrebbe anche valere un 'alleluja'. Palermo e Genoa se le danno (non cazzotti, ma carezze decise) per un'ora e mezza. Ma partoriscono uno 0-0 figlio di Sirigu e Scarpi. Due che ad agosto erano stati appiccicati sull'album delle figu alla destra di Rubinho e Amelia.

Eppure sono loro che tengono inchiodato il risultato e le personali utopie dei tecnici. Il primo tempo provoca applausi e illusioni. I primi per il gioco aperto che si vede finalmente in Italia. Le seconde per quello che si potrebbe ottenere ma che in realtà non si otterrà. Palermo e Genoa se la giocano. I siciliani vanno vicini al gol con Miccoli che evita Scarpi, ma viene arginato pochi metri dopo dallo stesso portiere. La parentesi rosanero produce anche un destro violento di Bresciano e un attacco di coraggite di Scarpi per anticipare Bresciano e Cavani sui piedi. La risposta ligure sta in Palladino e Rossi che innalzano sul palcoscenico le qualità di Sirigu. Ci sarebbe anche un falletto dentro l'area su Miccoli. Brighi fa spallucce e concede 'solo' una punizione dal limite.

La ripresa è più genoana. Con Crespo che riaccende l'orgoglio di Sirigu un paio di volte. Si vibra un po' meno perché la mira è ancora meno precisa. Zenga toglie Pastore perché vuole più continuità e mette Hernandez che porta rapidità e freschezza. Gasperini rimescola il tridente senza trovare la combinazione giusta della serata. I due tecnici vorrebbero indovinare la sequenza esatta per beccare il proprio 'win for life'. Si devono accontentare invece di recuperare la giocata. Alla prossima.

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it

domenica 1 novembre 2009

Le pagelle e il tabellino di SIENA - LAZIO 1 - 1

Siviglia 5 Un erroraccio e un mezzo disastro. Il tutto in cinque minuti. Al 32esimo si lascia scappare Maccarone, che parte dalla trequarti, arriva quasi sul fondo e batte Muslera con un rasoterra che passa fra le gambe del non incolpevole portiere biancoceleste. Al 36esimo si esibisce nel maldestro appoggio di testa che scatena il 'caso Muslera'. Fortuna sua che il guardalinee riesca nell'impresa di convincere Pierpaoli (che già aveva perdonato la 'svestizione' di Ghezzal) a rimangiarsi il rosso appena estratto.

Foggia 6,5 Fa passare a Del Grosso un brutto quarto d'ora, quello iniziale, collezionando scorribande sulla fascia destra, scorribande dalle quali scaturiscono l'assist (sfruttato) per Mauri al minuto numero 8 e quello (sprecato) per Cruz solo tre minuti dopo. Il terzo 'pallone d'oro' messo in area nel primo tempo, ancora per l'argentino, è vanificato dal fuorigioco dello stesso Cruz, che aveva inutilmente battuto di testa Curci.

Muslera 5,5 Giusta la retromarcia di Pierpaoli nell'episodio dell'espulsione, poi annullata, ai danni dell'estremo difensore uruguaiano, che invece qualche colpa ce l'ha nell'episodio del pareggio senese. Molto meglio su Reginaldo ad inizio ripresa.

Mauri 6,5 Sfrutta l'ingenuità di Terzi, che non lo vede arrivare alle sue spalle sul cross di Foggia, minuto 8. L'incornata vincente cancella lo zero alla voce gol dal suo score personale di questo campionato, ma non il momento delicato della Lazio, che sul campo dell'ultima in classifica riesce a strappare un solo punto.

Maccarone 7 Salva Baroni da un esordio negativo confezionando tutto solo la rete che ristabilisce gli equilibri dopo l'effervescente avvio laziale. A salvare Muslera è invece l'assistente dell'arbitro, solo quattro minuti dopo il gol subito. Fortunato l'uruguaiano anche sul destro che l'ex attaccante del Middlesbrough lascia partire dal vertice sinistro dell'area di rigore al 60esimo. Palla di poco a lato.

Simone Benzoni

IL TABELLINO
Siena (4-4-1-1): Curci 6,5; Terzi 5,5, Ficagna 6, Brandao 5,5, Del Grosso 5,5; Reginaldo 6 (28' st Jarolim sv), Codrea 6 (47' st Larrondo sv), Ekdal 6(35' st Calaiò sv); Ghezzal 6; Jajalo 6; Maccarone 7. A disp. Pegolo, Rossi, Rosi, Genevier. All. Baroni
Lazio (4-4-2): Muslera 5,5; Lichtsteiner 6, Siviglia 5, Radu 5,5, Kolarov 6; Foggia 6,5, Baronio 6, Brocchi 6, Mauri 6,5; Cruz 5 (23' st Rocchi 5,5), Zarate 6. A disp. Bizzarri, Diakité, Cribari, Eliseu, Perpetuini, Makinwa. All. Ballardini
Arbitro: Pierpaoli
Marcatori: 8' pt Mauri (L), 32' pt Maccarone (S)
Ammoniti: Baronio (L), Ficagna (S)

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it

Siena-Lazio, l'1-1 serve a poco

Due squadre in crisi, un punto per ciascuna, per un 1-1 che non risolve i problemi di Siena e Lazio. Al 'Franchi' passano in vantaggio gli ospiti all'8' con Mauri, pareggia Maccarone al 32'. Male l'arbitro Pierpaoli, che al 20' sorvola sulla trattenuta in area di Siviglia su Ghezzal (che resta senza maglia), poi al 36' estrae il rosso per Muslera dopo un contatto pulito con Maccarone, salvo poi annullare tutto, su indicazione del guardalinee.

LA PARTITA

Il match del 'Franchi' aggiunge nuovo materiale alla casistica arbitrale. Appurato che se un attaccante merita l'ammonizione, stando al regolamento, se si toglie la maglietta dopo aver segnato un gol, nulla invece ha da ridire un direttore di gara quando a spogliare il giocatore è il difensore avversario. E' quanto stabilito nel pomeriggio senese da Pierpaoli, completamente 'assente' sul contrasto in area fra Siviglia e Ghezzal, che al 20esimo del primo tempo, nella 'classica' mischia in area prima di un corner, si ritrova d'improvviso senza casacca, con l'azione che intanto si sviluppa tutto intorno.

Episodio curioso che di per sè basterebbe per far esprimere i moviolisti sull'operato dell'arbitro fiorentino, ma che invece fa da contorno all'episodio più clamoroso, che ha per protagonista lo stesso direttore di gara. E' il minuto 36 quando Maccarone, lanciato verso la porta da uno sciagurato retropassaggio ancora di Siviglia, si scontra al limite dell'area con Muslera. Intervento che pare corretto quello del portiere uruguaiano, ma non per l'arbitro, che accorre dal centrocampo per estrarre il rosso in faccia all'estremo difensore biancoceleste. Peccato che il guardalinee abbia visto tutta un'altra storia, tanto da convincere lo stesso Pierpaoli a ribaltare il giudizio, punendo addirittura con un fallo l'iniziativa di Maccarone.

Detto dell'arbitro, spazio ai protagonisti del match, a cominciare da Foggia, che illumina l'avvio di gara laziale servendo a Mauri all'8' la palla del vantaggio. La Lazio, reduce da otto turni senza vittorie, fallisce tre minuti il colpo del ko con Cruz, servito ancora da Foggia, schierato a destra da Ballardini nel 4-4-2 che cancella le aspettative di tridente annunciate alla vigilia (Rocchi si accomoda inizialmente in panchina), poi al 32' concede a Maccarone un'intera corsia, quella sinistra, sfruttata al meglio dall'attaccante bianconero, che arriva quasi sul fondo e batte Muslera con un preciso rasoterra.

Nella ripresa, dopo un gol di Cruz giustamente annullato per fuorigioco appena prima dello scadere del primo tempo, ci prova per primo Reginaldo a spezzare una parità che serve a poco a due squadre che hanno dimenticato cosa sia il sapore della vittoria, poi è il turno, nell'ordine, di Cruz, Maccarone e Ghezzal, che al 76' colpisce il palo con una conclusione deviata da Radu. La palla migliore capita però sui piedi di Zarate, che all'80' raccoglie davanti alla porta un cross dalla sinistra, graziando però Curci (comunque bravo) e di conseguenza anche Baroni, ex della Primavera, che all'esordio in panchina interrompe la striscia di sconfitte costata il posto a Giampaolo. Siena comunque sempre ultimo, a quota 6, Lazio un pochino più in alto, ma ancora troppo lontana dalle aspettative dei tifosi e di Lotito.

Cassano: «Basta fischi o vado via dalla Samp»

Clamoroso sfogo del barese alla fine del match contro il Bari: «Qui si sono abituati bene. Siamo secondi eppure una parte del pubblico mi massacra. L'ho fatto a Roma, l'ho fatto anche a Madrid, se è il caso faccio le valigie e me ne vado anche da qui»
Il fantasista della Sampdoria si sfoga contro i fischi che ha subito durante la partita contro il Bari e mette le cose in chiaro con i tifosi blucerchiati: «Qui si sono abituati bene. Nei miei confronti, da tre-quattro partite sento fischi e una parte del pubblico mi massacra già da qualche tempo. La Sampdoria è seconda in classifica, sta facendo benissimo e non deve certo inseguire l'Inter. L'ho fatto a Roma, l'ho fatto anche a Madrid, se è il caso faccio le valigie e me ne vado anche da qui»

Fonte: www.corrieredellosport.it

Le pagelle e il tabellino di ROMA - BOLOGNA 2 - 1

LE PAGELLE

Perrotta 6,5 Se c'è uno che non alza bandiera bianca, quello è proprio lui, anche se ogni tanto si estranea dal gioco. Però fa vedere che a quella maglia ci tiene
Vucinic 6,5 Se non è un record venire fischiato dai propri tifosi dopo aver segnato, poco ci manca. Sbaglia tanto, sfiora il raddoppio di testa, forse manca di un pizzico di cattiveria, ma non smette un attimo di correre. Meriterebbe più rispetto
Menez 6 Ranieri le sta provando tutte per stimolarlo, come ad esempio la prima volta con la fascia da capitano. Propizia il gol del 2-1 e ha il privilegio di lasciare il campo tra gli applausi. Anche se non si capisce bene perché
Mingazzini 6 Ha il merito di rubare una palla pesante e dare il via al gol del vantaggio. Rema in mezzo al campo da solo o quasi
Di Vaio 5 Si va vedere per l'assist prezioso ad Adailton e per la goffa simulazione in area che gli vale un meritato giallo. Ha il buon gusto di non protestare

Alberto Gasparri

IL TABELLINO
Roma-Bologna 2-1
Roma (4-4-2)
: Doni 6; Motta 6 (28' st Cicinho 6), Juan 5,5 (1' st Andreolli 6), Méxes 6, Riise 6; Pizarro 6,5, Brighi 6, Guberti 5,5, Perrotta 6,5; Menez 6 (29' st Baptista 6); Vucinic 6,5. A disposizione: Julio Sergio, Cerci, Faty, Okaka. All. Ranieri
Bologna (4-3-2-1): Viviano 6; Raggi 6, Portanova 5,5, Moras 5,5, Lanna 6; Mingazzini 6 (40' st Marazzina sv), Mudingayi 5, Tedesco 5; Valiani 6 (35' st Vigiani sv), Adailton 6 (17' st Osvaldo 5); Di Vaio 5. A disposizione: Colombo, Britos, Zenoni, Gimenez. All. Colomba.
Arbitro: Baracani
Marcatori: 32' Adailton (B), 35' Vucinic (R), 7' st Perrotta (R)
Ammoniti: 26' Tedesco (B), 39' Vucinic (R), 42' Di Vaio (B), 7' Perrotta (R)
Espulsi: -

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it

La Roma ritrova la vittoria

In un Olimpico straboccante solo di ostilità, la Roma mette fine alla striscia di tre sconfitte consecutive e conquista una vittoria che fa bene almeno al morale. Contro il Bologna i giallorossi strappano un 2-1 in rimonta. La squadra di Colomba passa in vantaggio al 32' con Adailton dopo uno svarione di Pizarro. Accolto dai fischi il pareggio di Vucinic al 35'. La ripresa si apre col gol di Perrotta al 7' e scorre via senza emozioni.

In campo si presentano due squadre in crisi nera, in tribuna due presidentesse, Sensi e Menarini, sull'orlo di una crisi di nervi. E le tensioni della vigilia, con i tifosi romanisti arrabbiatissimi, sfociano in un clima gelido all'interno dello stadio, dove il silenzio imposto dalla Curva Sud è rotto solo da qualche coro di contestazione. Tanti spazi vuoti e uno striscione su tutti: "Cosa abbiamo fatto di male per meritarci una Roma in crisi?". Domanda che resta legittima per la prima mezzora, anche se in un paio di occasioni Viviano è bravo a respingere su Vucinic e Riise.

Il bello è che poi a rispondere presente è il Bologna: Pizarro perde palla a centrocampo e avvia il contropiede con Di Vaio che serve Adailton solo soletto. Rossolbù in vantaggio. E il famoso clima non migliora... Ma quel che è peggio è che tre minuti dopo arriva il pareggio dei contestatissimo Vucinic (in posizione regolare dopo una deviazione involontaria di braccio di Perrotta) e l'unica risposta che arriva dagli spalti è una bordata di fischi. Bordata ribadita all'ingresso negli spogliatoi per l'intervallo. Insomma, è una Roma contro tutto e contro tutti.

Per questo non nasconde la sua delusione neppure Perrotta, che in avvio di ripresa firma la rete del sorpasso. Il centrocampista sfrutta una corta respinta di Viviano dopo una bella percussione di Menez e sfoga la sua rabbia mandando a quel paese i tifosi e spaccando la bandierina del calcio d'angolo in perfetto Cassano-style. In pratica la partita finisce qui, perché la Roma non ha le forze (e i cambi) per continuare a spingere e gli ospiti non vanno oltre qualche sortita senza ambizioni.

Insomma, uno spettacolo di livello mediocre, che regala ben pochi sorrisi. La Roma, perlomeno, si prende i tre punti e comincia a lavorare per la trasferta di San Siro contro l'Inter, dove non avrà nulla da perdere. Stare lontano dall'Olimpico le farà sicuramente bene. Quanto al Bologna, l'unica nota positiva della seconda sconfitta della gestione Colomba è che anche le dirette rivali degli emiliani per la salvezza hanno perso.

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it

Le pagelle e il tabellino di LIVORNO - INTER 0 - 2

LE PAGELLE

Milito 7: I gol si contano, ma soprattutto si pesano. Agli amanti dell'aritmetica basterà ricordare che quello contro il Livorno è stato il 7° gol in nove partite stagionali e il 31° in 40 presenze in serie A. Per gli amanti della bilancia, invece, basterà sottolineare l'importanza della partita, con la Juve sconfitta contro il Napoli e la decisiva trasferta di Kiev alle porte. Tutto questo con Balotelli fuori ed Eto'o in panca per 45'...

Krhin 6: Nel giorno della bocciatura di Santon, Mourinho promuove lo sloveno con una maglia da titolare. Un vero e proprio esame di maturità che il giovane centrocampista supera con un 60 risicato risicato, ottenuto grazie alla grande diligenza messa in campo e niente altro. In questo, visto il periodo, può dare qualche ripetizione al collega di cui sopra...

Julio Cesar 7: Ferrara lo ha preso in faccia, lui (il pugno) lo ha picchiato dritto dritto sul pallone calciato a mille all'ora da Candreva sullo 0-0. Parata da... due punti. Il terzo ce lo hanno messo Milito e Maicon.

Mancini 6: Non lascia i compagni in 10 dal 1' del primo tempo e questa è già una notizia. Per rivederlo in grado di saltare l'uomo e mettere un compagno davanti alla porta (o andarci lui per direttissima) servirebbe altro. Altre chances, ad esempio...

Raimondi 6: Corre per due e mette il faccione in entrambe le aree di rigore con ammirabile frequenza. Forse anche per questo, però, sulla finta di Milito che precede il gol dell'argentino fa la figura del pesce a rischio anoressia. Non è il solo, comunque...

Alberto Catalano

IL TABELLINO
Livorno-Inter 0-2

Livorno (3-5-1-1): Benussi 5,5; Diniz 6, Knezevic 6, Miglionico 5,5; Raimondi 6, Moro 5, Candreva 6,5, Vitale 5 (9'st Danilevicius 5), Pieri 5; Pulzetti 5,5 (27'st Dionisi sv); Tavano 6. A disposizione: De Lucia, Galante, Perticone, Bergvold, Marchini. All.: Cosmi
Inter (4-3-2-1): J. Cesar 7; Maicon 7, Lucio 6, Cordoba 6, Zanetti 5,5; Krhin 6 (1'st Eto'o 5); Vieira 6, Muntari 6 (29'pt Cambiasso 6); Stankovic 5,5 (12'st Samuel 6), Mancini 6; Milito 7. A disposizione: Orlandoni, Materazzi, Quaresma, Arnautovic. All.: Mourinho
Arbitro: Morganti (Nicoletti, Romagnoli)
Marcatori: 4'st Milito (I), 35'st Maicon (I)
Ammoniti: Lucio (I), Raimondi (L), Tavano (I)
Espulsi: -

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it

Basta la ripresa per battere il Livorno

Undicesima stagionale alle porte e tricolore già a portata di mano. Qualora non bastassero le armi a sua disposizione, lo Special trova forze alleate nei pressi di Napoli e si presenta a Livorno amministrando i suoi uomini in vista della spedizione in Ucraina. Tra influenzati e 'vittime' del turnover, sono in molti i titolari lasciati fuori al Picchi dove i nerazzurri si presentano con Milito unica punta per sfruttare la difesa a tre schierata da Cosmi dove, di conseguenza, almeno un uomo è sistematicamente sprecato alla causa.

I primi 45' filano via senza grosse emozioni, con Julio Cesar attento sul bolide di Candreva, Muntari costretto a lasciare il campo per infortunio (botta subita e spazio a Cambiasso) e Mourinho in attesa del finale del thrilling che, come è doveroso che sia, arriverà nel secondo tempo. Ripresa che l'Inter gioca con Eto'o al posto Khrin, un cambio che rende di facile comprensione le intenzioni di Mou: giocare 30 minuti come si deve per salutare la compagnia e concentrarsi sulla Champions.

Secondi 300 e gol di Milito. Dura giusto un attimo lo sforzo nerazzurro che torna subito ad amministrare nonostante Cosmi provi a cambiare marcia inserendo Danilevicius e passando al 3-5-2. Mou, abile giocatore di scacchi, inserisce Samuel, imposta un classico 4-4-2 per coprirsi senza correre rischi e si rimette seduto per osservare lo sganciamento di Maicon e il conseguente raddoppio. Tutto troppo facile, tutto come previsto. Almeno in Italia, non sembra esserci gara. All'Inter basta mettersi in piedi sui pedali giusto un attimo per piazzare lo scatto vincente. La fuga è partita. Probabile termini solo il prossimo maggio...

Fonte: www.sportmediase.mediaset.it


Milito-Maicon, l'Inter va in fuga

Con la serenità tipica dei forti, l'Inter vince a Livorno, stacca la Juve (ora a -7) e corre veloce verso il quinto scudetto consecutivo. I nerazzurri piazzano lo scatto vincente per la fuga nei secondi 45' dopo aver controllato il primo tempo. Al 50' è Milito a sbloccare la partita con un preciso destro dal limite dell'area. Il raddoppio arriva mezzora più tardi grazie al contropiede vincente di Maicon. Mourinho può pensare alla Dinamo Kiev.

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it